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Monthly Archives: Febbraio 2017

22 Feb 2017
davide posenato fotografo bambini torino beatrice inverno

Beatrice – Fotografo Bambini Torino – Davide Posenato

La piccola Beatrice

 

Fare il fotografo per bambini è allo stesso tempo meraviglioso e devastante. Meravigliosamente devastante. Ecco. Così. Una sessione in studio con questi nanetti mette a dura prova anche il Dalai Lama e Madre Teresa di Calcutta. E la piccola Beatrice non è da meno. Ma ogni fotografo che si rispetti ha l’obbligo morale di immortalare sua figlia. Motivo per cui, il primo articolo relativo alla fotografia dei bambini, parla di lei. Giusto per avere un’idea di cosa è successo in questi due anni e mezzo, provo a costruire una specie di cronistoria.

I primi scatti

40 giorni. Ehm, si. Ho temporeggiato un pochino perché… perché sono un idiota, fondamentalmente.

Gli scatti in pieno stile “newborn” ce li siamo persi. Ma poi abbiamo recuperato.

Mette piede sul suo primo set e subito si sente a suo agio.

E ne approfitta per fare anche una pennichella.

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6 mesi

Al secondo passaggio sul set, la piccola Beatrice conferma quanto già dimostrato mesi prima. Nessun tipo di timore. Anzi.

La sfacciataggine comincia a farsi strada, e sarà un’ascesa continua, vedrete.

Azzardiamo con qualche accessorio, stavolta, e lei sembra gradire.

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12 mesi

La passione per le scarpe, purtroppo, è un fattore genetico.

Collana di perle vestito a pois, e via!

E già che ci siamo, ma col fondale nero, la trasformiamo in una fattucchiera.

Lei si diverte. E io pure!

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18 mesi

La nonna si mette all’opera per produrre un tutù. La zia ci presta le scarpette. Set pronto.

Si comincia!

Il problema è che poi non si ferma più. Togliere di dosso quel tutù è stata un’impresa.

Ci siamo riusciti solo con l’aiuto di un bel piatto della sua pasta preferita… spaghetti!

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Gli ultimi scatti – 26 mesi

La smorfiosa oggi posa con un vestitino originale Thailandese, gentilmente omaggiato da una coppia di amici.

Poi in abiti più occidentali.

Per poi finire sui tacchi della mamma, dispensando espressioni divertenti e cimentandosi in pose in cui pare sentirsi incredibilmente a suo agio.

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Un ritratto, almeno un ritratto serio, ti prego.

E lei sembra addirittura capirmi. tanto da fissare quei suoi occhioni dritti dritti sulla mia lente.

E chi se ne frega dei capelli un po’ scombinati.

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Riguardo spesso queste foto, sapendo che continuerò a torturarla nel prossimo futuro.

E che cercherò di migliorarmi ancora, per lasciarle un bel ricordo fotografico della sua infanzia.

Sempre cercando di scongiurare un futuro da lap-dancer, sia chiaro.


Buona luce a tutti!

Davide PosenatoFotografo Bambini Torino

 

15 Feb 2017
davide posenato fotografo matrimonio torino le dimesioni contano

Le dimensioni contano?

Le dimensioni contano?

I maschietti si sentono più o meno comprensibilmente presi in causa quando si parla di questo. Onde evitare di creare fraintendimenti, meglio formulare più precisamente la domanda: le dimensioni contano, in fotografia? Agli occhi della gente comune pare che noi fotografi ci cimentiamo in una guerra a “chi ce l’ha più lungo”, o più pesante. Detto tra noi, un pochino è anche vero. Ma solo un pochino. Andare in giro con 30 cm di obiettivo dona di certo quell’aspetto così dannatamente professionale che serve ad elevarci dal rango dei fotografi improvvisati. E’ altrettanto vero, però, che molto dipende dal tipo di fotografia che vogliamo o dobbiamo realizzare.

Differenze

Ci sono molte tipologie di obiettivi, come abbiamo già accennato quando abbiamo parlato dell’ottica “perfetta”. E ognuna ha le sue caratteristiche e le sue peculiarità. Ognuna ha il suo peso, la sua dimensione e il suo scopo. A parte il lato prettamente estetico che conferisce l’effimero piacere sopra descritto, l’attrezzatura professionale ha la caratteristica di essere ingombrante proprio in virtù dei materiali utilizzati per la sua costruzione. Un corpo macchina FullFrame, ad esempio, è quasi sempre di dimensioni maggiori rispetto ad un corpo APS-C, perché deve contenere un sensore più grande, oltre che racchiudere tutta una serie di funzioni che potrebbero risultare di troppo su una reflex dalla vocazione decisamente più ricreativa.

Quanto alle lenti, invece, c’é una enorme differenza in termini di peso e dimensioni tra uno zoom 80-200, (una delle mie lenti preferite, tra l’altro!) ed un più umile 55-200mm. Sebbene entrambe le lenti abbiamo la stessa lunghezza focale massima (200mm), la prima pesa 1,5 kg mentre la seconda appena 350 grammi. Perché? Il modo in cui sono costruite la dice lunga. Nel primo caso abbiamo una grossa lente frontale che monta filtri da 77mm di diametro, mentre il piccoletto arriva appena a 52mm. Nel primo caso la costruzione è pensata anche per resistere ai maltrattamenti, nel secondo caso per la praticità nel trasporto e la maneggevolezza.

Eccezioni

E’ vero, però, che esistono degli obiettivi di tutto rispetto che non possono di certo essere annoverati tra i “big-size” ma che garantiscono comunque risultati notevoli. Un esempio su tutti, il fantomatico ed immancabile 50mm. Inutile il paragone, ad esempio, con il limitato 18-55mm di primo equipaggiamento su molte reflex entry-level. Il piccolo 50mm, lente fissa (non zoom), garantisce risultati di ottimo livello ad un prezzo più che ragionevole.

Per rispondere alla domanda iniziale “le dimensioni contano, in fotografia”… SI. Solitamente, salvo qualche eccezione, alla grandezza esteriore corrisponde qualità interiore. E prezzi sono sempre allineati alle dimensioni, purtroppo!


Buona luce a tutti!

Davide PosenatoFotografo Matrimonio Torino

 

08 Feb 2017
davide posenato fotografo matrimonio torino hai uno studio fotografico

Hai uno studio fotografico?

Hai uno studio fotografico?

Quando giunge il momento di fissare un incontro con i clienti, arriva la fatidica domanda: “hai uno studio fotografico”?

Si.. cioè… no. Più o meno. Cosa vuol dire “studio fotografico”? Per me non è altro che un luogo specificatamente attrezzato in cui produrre fisicamente un servizio fotografico. Ma non presuppone necessariamente una vetrina o un’insegna.  Ci sono certamente dei contesti in cui un locale dedicato diventa una necessità, ma non credo sia il mio caso.

Ho scelto tre tipologie di fotografia, per il mio mestiere: il matrimonio, la maternità e i bimbi.

Matrimonio: incontro i futuri sposi comodamente sul divano del salotto, chiacchieriamo e guardiamo un po’ di lavori su un televisore di dimensioni più che generose. Per fare questo, serve uno studio?

Maternità: in un momento così delicato credo sia necessario, prima di tutto, che la mamma con il suo bel pancione si senta a suo agio. Per fare questo, serve uno studio?

Bimbi: dal frugoletto di 50 cm al giovanotto sopra il metro, tutti si sistemano comodamente sul set che allestisco per l’occasione. Per fare questo, serve uno studio?

La risposta

In un Paese come il nostro, dove la tradizione troppo spesso impedisce una visione oggettiva delle cose, “lavorare da casa” non è sempre semplice. Perché rischi di apparire un po’ improvvisato. Perché una vetrina è erroneamente associata alla professionalità. Ma se, invece, non dover sostenere le spese di uno studio potendo comunque garantire un risultato professionale fosse sinonimo di competitività a livello di mercato? Allora, forse, potrebbe addirittura diventare un valore aggiunto.

Voglio semplicemente dire che la fotografia è un’opera creativa che ottieni utilizzando degli strumenti adattabili a molti contesti, compreso quello domestico. E per quello che ho scelto di fare, pur consapevole delle limitazioni sopra citate, sono più che soddisfatto.

E poi, vuoi mettere la comodità di non dover “tornare a casa dopo il lavoro”?


Buona luce a tutti!

Davide PosenatoFotografo Matrimonio Torino

 

01 Feb 2017
davide posenato fotografo matrimonio torino scegliere il fotografo

Scegliere il fotografo per il matrimonio

Scegliere il fotografo giusto per il matrimonio: 5 consigli

“La data delle nozze si avvicina, e dobbiamo ancora scegliere il fotografo per il nostro matrimonio!” Succede, si. Molto più spesso di quanto si pensi. Eppure la chiesa è a posto, così come la location. E il catering, e la musica. Manca solo il fotografo. E mancano tre mesi al matrimonio.

Quindi, fatemi capire… vi siete mossi con largo anticipo per organizzare al meglio tutto quanto, tranne che per l’unico servizio che lascerà un ricordo tangibile dell’evento? Probabilmente, penso a voce alta, perché siete sicuri di trovare con facilità un cristiano qualunque in grado di “premere il bottone di una grande macchina fotografica”. E’ chiaro! E lo troverete di certo. E sono sicuro che lo pagherete anche poco. Quello che probabilmente non avete valutato è che un bravo fotografo sarà quasi certamente impegnato, in quella data. Ed è quindi possibile che a causa di uno sfortunato allineamento astrale dobbiate scendere a compromessi, correndo il rischio di dovervene pentire in futuro. Ve lo dico con cognizione di causa, perché è esattamente ciò che è capitato a me. Quindi, bando alla chiacchiere, partiamo con questi fatidici 5 consigli per scegliere il fotografo giusto per il vostro matrimonio:

1 – Non chiedetelo ad un invitato

O quantomeno, non barattate il servizio fotografico con il regalo di nozze! Tutti quanti abbiamo un amico che si cimenta più o meno bene con la fotografia, ma non è detto che sia la panacea di tutti i mali. Il matrimonio, fotograficamente, è una cosa seria. Oltre all’aspetto “tecnico” è necessario conoscere i tempi dell’evento, sapere fin dove spingersi, essere in grado di rimanere invisibili all’occorrenza. E poi, parliamoci chiaro… se si tratta di un invitato, volete davvero rovinargli la festa dandogli questa incombenza? Merita farci un pensiero.

2 – Passaparola

Sacrosanto. Con pochissimo sforzo in termini di tempo potete iniziare a valutare alcuni lavori realizzati ad amici e conoscenti, attraverso i siti internet dei fotografi. Serve soltanto a darvi un’idea generale, prima di prendere un appuntamento. E poi, il feedback ricevuto da chi ha già usufruito dei servizi di quel fotografo specifico, positivo o negativo che sia, potrebbe darvi un aiuto prezioso quantomeno in questa fase iniziale. Un’ occhiata alle recensioni del fotografo per matrimonio, infine, non fa mai male!

3 – Empatia

Al momento dell’incontro con il fotografo, date molto peso al feeling che instaurerete. E’ di fondamentale importanza, e migliorerà esponenzialmente la qualità finale del lavoro. Quel giorno avrete bisogno di qualcuno a cui potervi affidare, oltre che di un fotografo. E se riuscite a riunirli in un’unica figura, avrete fatto centro! Mentre chiacchierate, cercate di capire quanta passione traspare dal suo lavoro. Se riesce a trasmettere questo, attraverso i suoi scatti e le sue parole, potrebbe essere il fotografo giusto. Scegliere un fotografo è facile. Scegliere il fotografo giusto, un po’ meno.

4- Spazio ai “piccoli”

I grandi studi fotografici hanno il pregio di avere un appeal “importante”. Una bella vetrina e tonnellate di lavori da visionare minuziosamente. Ma anche tanti collaboratori. E questo significa che potreste trovarvi a sottoscrivere un contratto con il grande fotografo Sig. Topolino, ma di vedere all’opera al vostro matrimonio lo sconosciuto Sig. Paperino. Non è detto che sia un male, ma viene meno il punto relativo al feeling. Dovrete ripartire da zero, improvvisando. E non sarà semplice. Trovo che il grande vantaggio di lavorare da soli sia proprio questo. Il rapporto diretto che si instaura tra cliente e professionista. Unico interlocutore. Stop.

5 – Prezzo

Il servizio fotografico per il matrimonio è un lavoro. E come tale deve essere remunerato. Troverete in rete un sacco di proposte indecenti, in cui con 999 euro vi offriranno un reportage di 46.000 fotografie, 23 album, 130 DVD da regalare agli invitati, drone che scatta foto da Saturno, auto nuziale alimentata a protossido d’azoto, e massaggio plantare a fine serata. Diffidate. La quantità è un aspetto di secondaria importanza. Massimo rispetto, ci mancherebbe. I soldi son vostri e tutti sappiamo quanto è dura portarli a casa. Pensate a cosa state pagando per far mangiare decorosamente i vostri invitati, o per allestire ad-hoc una location da sogno. E poi valutate se qualche centinaio di euro di differenza possono avere un valore aggiunto. Io credo di si. Questo aspetto l’ho volutamente lasciato per ultimo. Quello che dico sempre al termine del primo incontro è “guardate altri lavori, conoscete altri fotografi… sceglietene uno diverso da me, se vi piace di più… ma non fatelo solo in base al prezzo”


Buona luce a tutti!

Davide PosenatoFotografo Matrimonio Torino

 

 

 

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