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Tag : quante foto

04 Mag 2017
davide posenato fotografo matrimonio torino la consegna delle foto

A quando la consegna delle foto?

La consegna delle foto

Un aspetto importante, che troppo spesso non viene messo “nero su bianco”: il tempo per la consegna delle foto. Ma il problema nasce dal fatto che se ne parli poco o niente in fase contrattuale. Gli sposi sono presi dall’euforia per aver finalmente trovato il fotografo giusto, di aver affrontato tutti gli argomenti legati alla giornata del loro matrimonio… e si dimenticano di parlare della consegna. Il giorno del matrimonio, quando arriva il momento di salutarsi a fine servizio, nell’imbarazzo generale parte il solito “allora, come rimaniamo?”

Patti chiari, amicizia lunga

Non esiste un criterio universale per stabilire il tempo che occorrerà al fotografo per la preparazione e consegna del servizio, questo è vero. Solitamente, in una finestra che va dai due ai quattro mesi, qualsiasi fotografo dovrebbe comunque riuscire nell’ardua impresa. Dico “dovrebbe” perché mi sembra un tempo abbastanza onesto, tutto qui. Ma per essere più tranquilli basta parlarne,  valutare insieme e fissare una scadenza. Il fatto che quest’ultima venga poi rispettata, è un’altra cosa… purtroppo.

8 passaggi

Provo a spiegarvi come organizzo il mio work-flow, in modo da comprendere meglio le fasi di lavorazione:

1 – Scaricamento dati in triplice copia, su due PC differenti + copia di backup su hard-disk esterno, verifica visiva dell’assenza di dati “corrotti” durante le operazioni di copia. Attività che eseguo appena tornato a casa, giusto per andare a dormire tranquillo.

2 – Prima cernita: eliminare gli scatti “sbagliati”, quelli brutti e quelli inutili. Valutazione di quelli “buoni” con una scala da 1 a 3, dove 1 sta per “certo”, 2 per “molto probabile”, e 3 per “possibile con le dovute accortezze”.  Questa fase è molto delicata, perché da qui dipenderà il risultato finale in termini di varietà degli scatti.

3 – Seconda cernita: a distanza di qualche giorno, giusto per fare un “reset mentale”, come il punto 2, con la speranza di non cambiare troppo spesso idea riguardo le immagini precedentemente selezionate, altrimenti ci dovrà poi essere una terza cernita. Il risultato, partendo dalle circa 800 immagini iniziali, sarà un numero vicino ai 300 scatti (vedi articolo MI DAI TUTTE LE FOTO?)

4 – Post-produzione: ogni scatto viene lavorato singolarmente, in modo che si presenti realmente come “unico”. Questa fase è la più lunga, ovviamente e comprende anche le copie di backup come sopra descritto.

5 – Ultimo check: a distanza di un paio di giorni dal termine della post-produzione guardo di nuovo tutto il lavoro nel suo complesso, ed opero eventualmente le modifiche necessarie.

6 – Creazione della time-line per la presentazione multimediale: scelta delle musiche, effetti di transizione, montaggio completo dell’audiovisivo da presentare agli sposi.

7 – Verifica finale: anche in questo caso, a distanza di un paio di giorni, controllo approfondito di tutto il materiale e richiesta di un appuntamento agli sposi per la visione dell’anteprima, insieme.

8 – La consegna delle foto.

Per me è così che deve andare

So di colleghi molto bravi che in 6 mesi non riescono a consegnare un lavoro. E poi, purtroppo, di colleghi meno bravi che ci mettono anche i più. Per quanto mi riguarda, prendo sempre l’impegno di consegnare entro 30 giorni dall’evento.

Far attendere gli sposi nonostante il lavoro sia terminato è un modo poco intelligente per valorizzare il servizio. Così come aver fretta di consegnarlo in pochissimo tempo, con il rischio di commettere qualche errore o di sembrare “affamato”.


 Buona luce a tutti!

Davide PosenatoFotografo Matrimonio Torino

06 Apr 2017
davide posenato fotografo matrimonio torino mi dai tutte le foto

Mi dai tutte le foto scattate?

Mi dai tutte le foto scattate?

Durante il primo incontro con gli sposi, dopo aver visionato insieme i lavori, parte la domanda da un milione di dollari: “mi dai tutte le foto che scatterai al nostro matrimonio?”. Purtroppo no. Per una serie di motivi che potreste anche trovare discutibili, per carità. Ma vorrei analizzarli insieme.

Perché NO

Durante un matrimonio scatto mediamente circa 800 fotografie. Considerando che, sopratutto nelle foto di gruppo, per ogni “posa” ne scatto 2 o 3 per ovviare al problema di occhi chiusi e smorfie poco fotogeniche, il numero si riduce a circa 300 scatti “buoni”, decina più, decina meno. Questi scatti vengono poi sottoposti singolarmente al processo di post-produzione, per completare il ciclo di lavoro ed arrivare al prodotto fotografico finito. La lavorazione degli scatti richiede una cura particolare, e triplicare questo impiego di tempo significa certamente doverlo considerare nel conteggio economico della prestazione, con il rischio di non risultare competitivo. Ma, a parte i costi, siamo sicuri che valga la pena avere tutte quelle foto? Insomma, una serie di inutili doppioni non credo siano necessari. In fondo, 250-300 fotografie “buone” sono una notevole mole di materiale. Se poi pensate al fatto che per la produzione dell’album sarà necessario operare una ulteriore corposa selezione, potrebbe essere un bel vantaggio.

Secondo tentativo per avere tutte le foto

Dopo questa risposta, di solito, inizia il minuto di silenzio. La sposa, sopratutto, cerca di trovare un modo per raggiungere il suo scopo, ed esordisce fiera con “si, ok… allora me li puoi dare senza post-produzione, no?” 

No. E l’espressione di lei passa dall’entusiasmo alla rassegnazione in una frazione di secondo. Non posso perché gli scatti “originali” non sono dei semplici files JPG. Sono in formato RAW (grezzo), e devono essere visualizzati con software dedicati. Ma questo non è il vero motivo. Banalmente, si potrebbe operare una bella conversione di gruppo in modo da renderli JPG visualizzabili con rapidità. La realtà è che il file RAW è brutto. Triste, piatto, poco contrastato. Immaginate una statua. Questa statua è il file JPG. Ma prende vita partendo da un blocco di pietra che è stato poi sgrossato e lavorato fino a far emergere ciò che nascondeva. Il blocco di pietra, con una discreta dose di immaginazione, è il file RAW. E nessuno scultore venderebbe mai un blocco di pietra.

E allora?

Mi dispiace non accontentare una richiesta, davvero. Ma sono un profondo sostenitore del “poco ma buono”. Sempre ammesso che 300 fotografie possano essere classificate come “poche”, intendo. Quando tornavate dalle vacanze estive con quattro rullini da 24 scatti vi sentivate dei veri reporter per aver immortalato 15 giorni al mare in poco meno di 100 fotografie. Ed ora vi sembrano pochi 300 scatti per una sola, seppure importantissima, giornata? Cosa è cambiato?  Il fatto di non dover più pagare lo “sviluppo”, forse. Ma non è così. Lo “sviluppo” dei negativi si è trasformato nella post-produzione. Tutto qui.


 Buona luce a tutti!

Davide PosenatoFotografo Matrimonio Torino