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Poi mi sistemi con Photoshop?

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Mi sistemi con Photoshop?

Con quello sguardo alla Clint Eastwood, prima di averti confermato il servizio, lei ti pone il quesito: “poi mi sistemi con Photosohop, vero?” E rimane lì ad attendere la tua risposta, con ansia. Occhi socchiusi, mano che accarezza la Colt. Una goccia di sudore timidamente fa capolino sulla tua fronte, e lentamente scivola giù. Un timoroso sguardo a quegli occhi di ghiaccio, uno alla pistola. Rispondi, idiota…

Ipotesi A

Certamente! E il volto di lei inizialmente si rasserena, per poi peggiorare al solo pensiero di aver bisogno d’esser ritoccata. Situazione delicata. Sorriso di circostanza. Cerco di spiegare che il ritocco sarà una cosa molto delicata, giusto per caratterizzare lo stile delle fotografie. Al massimo un pochino di schiarita sul viso, per esaltare la brillantezza degli occhi e valorizzare il trucco. E basta. Non c’é bisogno d’altro. Dita incrociate, sperando che mi abbia creduto.

Ipotesi B

Ma non ce n’è bisogno! Il rischio di passare per ruffiano è molto alto, ma se sorride arricciando il naso vuol dire che è andata bene. Spiego che la post-produzione è un passaggio obbligato, ma che non sarà necessario intervenire sui suoi tratti somatici nel processo. Anche in questo caso, speriamo che l’abbia bevuta.

La verità

Photoshop è uno strumento, nulla di più, e nemmeno il più importante. E’ il buonsenso a darci la misura con cui dobbiamo intervenire. E’ inutile mettersi a discutere se la sposa vuole rimuovere la cicatrice che ha sulla fronte, ricordo della sua caduta da bambina. A fronte di una richiesta specifica lo si fa e basta, anche perché potrebbe esser frutto di una buona opera di make-up. Diverso, invece, è quando il desiderio diventa quello di “sistemare” la silhouette, il naso, le labbra. La richiesta diventa espressamente quella di intervenire per snaturare la realtà. E se da un lato potrebbe essere comprensibile, dall’altro non è molto sensato. Per togliere 10 kg ci metto 2 minuti. Ma poi dovrei andare in giro con la spilla “vuoi perdere peso, chiedimi come!”. La sposa si vedrà “bellissima”, certo. Ma non sarà più lei. E questo è sempre un peccato.

Come fare?

Una donna di 60 anni sa di non avere la pelle liscia di una ragazzina, non c’è bisogno di dirglielo. E magari, nelle fotografie, è bene non esagerare con la nitidezza, lavorare con diaframmi aperti, e magari fare un passo indietro per evitare dettagli poco graditi. Con la ragazza di 20 anni, invece, non avremo problemi di pelle o rughe, ma quasi sempre pagheremo dazio in espressività. Parola d’ordine “valorizzare tutte le cose positive”. Osservare. Osservare bene. E agire di conseguenza.


 Buona luce a tutti!

Davide PosenatoFotografo Matrimonio Torino

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